lunedì 30 novembre 2009

Cronologia dei rilasci - Ubuntu 10.04 (Lucid Lynx)

Eccovi la pianificazione dei rilasci della prossima Ubuntu LTS che vedrà la luce del sole nell'aprile 2010.
Ubuntu 10.04 (nome in codice Lucid Lynx) LTS sarà rilasciato il 29 aprile del prossimo anno, dopo questo percorso:

  1. 3 dicembre 2009 – Alpha 1 release
  2. 7 gennaio 2010 – Alpha 2 release
  3. 4 febbraio 2010 – Alpha 3 release
  4. 4 marzo 2010 – Beta1 release
  5. 1 aprile 2010 – Beta2 release
  6. 15 aprile 2010 – Release Candidate
  7. 29 aprile 2010 – Release finale di Ubuntu 10.04 LTS
Ed eccovi una simpatica immagine che indica la crescita del nostro bel fiore all'occhiello.

sabato 28 novembre 2009

Linux Mint 8 “Helena” rilasciata!

di Clem
Sabato, 28 Novembre 2009 18:53
Il team è orgoglioso di annunciare il rilascio di Linux Mint 8 Helena stabile.

Rapidi passaggi:
  • Scarica la ISO o il torrent.
  • Mentre il download procede dai una occhiata alle nuove funzionalità e assicurati di passare rapidamente ai problemi noti.
  • Dopo aver scaricato la ISO verifica l'MD5.
  • Masterizza la ISO a bassa velocità e goditi Linux Mint 8.

Introduzione a Linux Mint 8:
Il rilascio di Linux Mint 8 viene fornito con numerose correzioni di bug e un sacco di miglioramenti. In particolare Linux Mint 8 include il supporto per le installazioni OEM, un nuovo Upload Manager, il menu consente ora di creare directories personalizzate, il gestore di aggiornamento consente ora di definire i pacchetti per i quali non si desidera ricevere gli aggiornamenti, il gestore del software è ora dotato di installazione/rimozione multipli di software e molte delle interfacce grafiche degli strumenti sono state migliorate.
Questa è solo una sintesi delle nuove funzionalità di venire con Linux Mint 8. Per una panoramica completa delle nuove caratteristiche, si prega di leggere: "Che cosa c'è di nuovo in Linux Mint 8 Helena".

Introduzione all'edizione Universal:
La Universal Edition è una versione personalizzata della edizione principale con le seguenti differenze:

  • Si tratta di un LiveDVD, invece di un LiveCD
  • Esso viene fornito con il supporto incorporato per inglese, francese, spagnolo, tedesco, italiano, svedese, danese, cinese, coreano, portoghese/Br, portoghese/Pt, arabo, ungherese, lituano, galiziano, olandese, russo, polacco, norvegese, giapponese, ucraino, rumeno, sloveno, catalano, greco, ceco, slovacco, Marathi, Norvegese [nynorsk], croato, bulgaro, turco, hindi, finlandese, ebraico, serbo, bielorusso, basco e bosniaco.
  • E' senza alcun codec, nessun supporto per i formati ristretti e senza componenti proprietarie.
  • E' dotato di un elemento in più nel menù Audio & Video, che lancia l'installazione di tutti i codec mancanti tramite un file .mint incorporato

Lo scopo della Universal Edition è quello di portare un sistema Linux Mint localizzato, direttamente a utenti non di lingua inglese e per facilitare la distribuzione di Linux Mint nei paesi in cui i brevetti sul software sono esecutivi (USA, Giappone).

Requisiti di sistema:
Un minimo di 512MB di RAM.
Una volta installato il sistema funziona bene con meno di 256 MB di RAM.
Il processo di installazione contiene 2,5 GB di dati compressi su un CD da 700 MB e potrebbe interrompersi o fallire su sistemi con meno di 512 MB di RAM.
Se avete tra i 256 MB e 512 MB di RAM si può dovere provare a installare più volte.
Informazioni importanti e problemi noti:
Per un elenco completo dei problemi noti leggere le Release Notes.

Istruzioni per l'aggiornamento:
Per l'aggiornamento da Linux Mint 7 "Gloria", leggere le istruzioni.
Per l'aggiornamento da Linux Mint 8 "Helena" RC1, leggere le istruzioni.

Download Linux Mint 8
E' possibile scaricare l'edizione principale e le edizioni Universal di Linux Mint 8 via torrent o via HTTP:
Main edition:

Universal Edition:

Europa:

* I Mirrors contrassegnati con un asterisco non sono stati pienamente sincronizzati al momento di questo annuncio.

Gustatevelo!
Divertitevi con "Helena" e fateci sapere cosa ne pensate. Alle Recensioni verrà data risposta e i vostri commenti saranno utilizzati per migliorare la distribuzione prima della prossima release.
Ci auguriamo che vi possiate divertire con questa versione, come noi ci siamo divertiti a produrla e vi auguriamo una bellissima esperienza con Linux Mint.

venerdì 27 novembre 2009

Release - Ulteo Open Virtual Desktop 2.0

Ulteo, una impresa open-source fondata da Gaël Duval, ha rilasciato Ulteo Open Virtual Desktop (OVD) 2.0, un sistema operativo fornito di un desktop virtuale in grado di avviare applicazioni Linux e Windows remotamente: "Ulteo introduce il desktop virtuale open-source OVD 2.0. Questa nuova release fornisce applicazioni sia Linux che Windows come completo desktop virtuale - ed anche attraverso portale web. Dotazioni chiave: facile da usare, richiede solo un browser web con plugin Java dal lato client; interoperabilità - integrazione completa con le infrastrutture esistenti, compreso l'ambiente Microsoft...." Leggete l'annuncio di rilascio e visitate la pagina delle caratteristiche (con screenshots) per maggiori informazioni. Ulteo OVD 2.0 può essere installato su Ubuntu, Red Hat Enterprise Linux, CentOS o Fedora, ma un DVD per installazione completa fornisce sia un sistema operativo host (basato su Ubuntu) ed è disponibile anche il software per desktop virtuale.
Download da qui: ovd-iso-2.0-latest.iso (846MB).

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DistroWatch Weekly 330


Questa settimana in DistroWatch Weekly:

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martedì 24 novembre 2009

Il desktop fallito di Linux

Ho letto un articolo molto interessante (in inglese), proprio questa mattina; un articolo suggeritomi da Tuxmachines. Le ragioni dell'insuccesso di Linux sul desktop sono molteplici, ma rimane il fatto indiscutibile che Linux ha fallito nuovamente il suo obiettivo di vincere la battaglia sul mercato desktop.
Le promesse fatte in passato, le dichiarazioni succedutesi di anno in anno e l'entusiasmo megalomane di alcuni personaggi di spicco nel mondo Linux (come indicato nell'articolo in oggetto), hanno fatto acqua e la nave non solo non solca le onde del mercato desktop, ma rischia di affondare.
Non ne sono personalmente preoccupato, ma mi convinco maggiormente del fatto che la vita degli utenti desktop di Linux è destinata a rimanere difficile e tormentata. Ed in ciò io vedo anche i lati positivi, laddove "difficile" imponga agli utenti l'impegno a fare le cose per bene e dove "tormentato" induca gli utenti svogliati ad andarsene dal mondo Linux che, per questo, non soffrirà.
Nel desktop Linux non ci credono i produttori hardware, non ci credono gli investitori, non ci crede il mercato in generale e non ci credono soprattutto i consumatori.
Non è una mia opinione, è un dato di fatto per il quale l'utenza Linux è passata dallo 0.7% all'1% in due anni; un incremento non proprio forriero di entusiasmi finanziari e di mercato.
Anche il mercato Netbook è collassato sotto la rassicurante oppressione Windows e il desktop Linux è rimasto un fantasma a cui la gente comune non guarda, o ne ha una visione distorta e terribile.

In fondo cosa potrebbe rendere effettivamente appetibile il dekstop Linux presso gli utenti:

  1. Innovazione
  2. Hardware pienamente compatibile
  3. Software di facile impiego
  4. Connettività perfetta
  5. Prezzo concorrenziale
  6. Affidabilità
  7. Usabilità
  8. Assistenza

Cosa viene offerto attualmente, e al 100%, di quanto elencato? Pressochè nulla!

Cosa c'è di effettivamente innovativo nel desktop Linux? Compiz? Il Pager? Il Terminale? GNOME? KDE? Xfce? Enlightenment?
Il primo ha effetti grafici che sono senz'altro strabilianti, ma che in definitiva non aumentano la usabilità più di quanto MacOS X non offrisse 6 anni fa.
Il Pager è uno strumento in larga misura attualmente inutile, date le dimensioni dei monitor per PC o degli schermi dei portatili disponibili sul mercato. Rimane forse qualche margine di impiego nel mondo dei Netbook, ma quale utente abituato a Windows potrebbe capirne i vantaggi e usarlo con profitto?
Il Terminale non è un oggetto innovativo. Lo è nella mentalità di chi (ancora) non lo conosce, ma scoprirà presto che non gli migliora la vita nell'uso del sistema desktop di Linux, anzi!
Forse che l'ibernazione sia una innovazione? Potrebbe esserlo se almeno funzionasse sempre e con prestazioni adeguate, come quelle di MacOS X, ma sappiamo bene, da utenti Linux, che non è proprio così.
I vari dekstop environment hanno architetture e basi così diverse da creare divisioni intestine tra i vari programmatori, interfacce differenti, soluzioni differenti, strumenti differenti, ma non apportano alcunchè di innovativo rispetto a quello che è già oggi disponibile in altri sistemi all'arrembaggio del mercato.
L'innovazione attuale nel dektop Linux è l'inclusione o meno di un software particolare e la virtualizzazione che, per avere prestazioni accettabili/professionali, richiede comunque il pagamento e l'accettazione di licenze e forzature commerciali.

La questione "Hardware Compatibile" rimane ancora oggi la vera spina malefica che invalida il mercato desktop di Linux. Il plug-and-play è un miraggio per molti utenti e l'uscita delle nuove versioni delle varie distribuzioni, mette ogni volta in crisi le certezze dell'utenza, al riguardo delle proprie dotazioni hardware; esempio ne sia la recentissima uscita di Ubuntu 9.10 'Karmic Koala' che ha scatenato le ire di migliaia di utenti. Allo scrivente medesinmo, ha creato difficoltà cruciali al riguardo della internet key HUAWEI E1692.
A questo va poi abbinato il fatto che l'assistenza non è capillare da parte della distribuzione Linux scelta e tantomeno da parte delle aziende produttrici di hardware che, quando sentono la parolina magica 'Linux', fingono persino di non sapere cosa sia.
Non è sensato nemmeno trincerarsi dietro alla scusante per la quale sono i produttori hardware ad avercela con Linux, in quanto non rilasciano i drivers per la periferica da loro commercializzata. In tempi di crisi, spendere non è un verbo di cui se ne voglia fare un uso ampio e magnanimo e produrre drivers alternativi ha un costo, maggiorato dal fatto che forse non se ne vedrà nemmeno il compenso.
Se ci mettessimo un attimo dalla parte di chi deve investire, a chi daremmo i nostri soldi a Debian? A Canonical? A Mandriva? A Novell? A Gentoo? A Patrick Volkerding? Ad Arch Linux? O a quale delle centinaia di progetti Linux desktop in attività?
Ammettiamolo! Se dovessimo investire il nostro denaro nell'informatica desktop, lo faremmo con la dichiarata intenzione di aumentare il capitale investito e lo faremmo con una Azienda, non con un ideale o con prospettive future che sono rimaste prospettive croniche!

Il software disponibile su Linux, pur ammontando a svariate migliaia di applicativi e strumenti, si riduce a poche decine di prodotti veramente ben fatti e in grado di sostituire o soppiantare il software proprietario. Certo, le applicazioni di uso medio sono più che sufficienti e l'utenza ne sarebbe pienamente soddisfatta, ma dal canto professionale la situazione è veramente triste. Gli strumenti disponibili nel mondo desktop commerciale dispongono di caratteristiche che mancano drammaticamente nel mondo desktop Linux, a cominciare dalla grafica, per non parlare della multimedialità e del software gestionale, per non trascurare poi l'ambito del web editing ed altro.
Non va poi dimenticato il fatto che la gestione del software, nel dektop Linux, impone (per ragioni più che valide) l'uso dell'account di root che, sebbene facile da usare, è vissuta dagli utenti Windows come una inutile perdita di tempo. Non mi addentro nella disquisizione sulle dipendenze che l'utente medio non solo non capisce, ma non vuole nemmeno capire; per lui quello che conta è che il programma funzioni subito.

Oggi la connettività con il web non è un privilegio, ma un diritto ed è così vero che l'informatica desktop si stà spostando verso il "cloud computing" a larghi passi, per cui gli utenti useranno strumenti non residenti nel proprio pc, ma in rete. Ne consegue che il poter connettersi al web è un "must".
Purtroppo in Italia la copertura Web ADSL è ridicola e non si accenna nemmeno a WIMAX e se, a questo handycap, si aggiunge che non tutto l'hardware adibito alla connettività è supportato in Linux, si capisce come il sistema del Pinguino sia destinato ad avere sempre qualcosa in meno da offrire. Anche lo spasmodico rilascio di versioni dello stesso sistema (Ubuntu, Fedora, openSUSE, Mandriva, per nominare le più conosciute distro disponibili) ogni sei/otto mesi, crea spesso così tante magagne alle connessioni, da far scappare chi si avvicina al mondo del Software libero; magagne relative alla compatibilità, alla rimozione di drivers, a bug del kernel e a tanti altri motivi che hanno un solo risultato finale, la connessione al web smette di funzionare e bisogna diventare pazzi a capire prima il perchè e poi a trovare la soluzione ed applicarla.
Il successo intramontabile di XP è stato decretato dalla sua sostanziale affidabilità nel tempo e dal fatto che il sistema continuava a funzionare sullo stesso computer anche dopo anni di servizio, pochi aggiornamenti e molte manutenzioni. Con Ubuntu ciò che va con una versione, potrebbe non andare con quella dopo, cioè centottanta giorni dopo.
Non c'entra nulla il fatto che Windows si becca i virus o fa aggiornamenti di nascosto, o che ha il file system confuso, o che il disco necessita di defrag. Il fatto è che funziona per quello che l'utente chiede e sullo stesso hardware, anche se bisogna reinstallare tutti i driver. Se su Linux non c'è il driver, non c'è più nulla da fare e i driver non ci sono per tutto.

Linux, in una delle tante distribuzioni disponibili non ha un costo per l'utente e questo è uno dei vantaggi maggiori percepiti dalla gente, ma se si considerano le difficoltà legate alla compatibilità hardware, il costo di far andare una Linux box, potrebbe non essere indifferente. Supponendo che una stampante non sia supportata da Linux, o che un modem USB non venga visto, o che una fotocamera non sia supportata, pensate che l'utente voglia spendere altro denaro per usare Linux, quando quello stesso hardware su altri sistemi commerciali funziona alla perfezione?
Non credo.
Il costo non è solo in termini di soldi, ma anche in termini di tempo e spesso (specie dopo il rilascio della nuova versione), il tempo da impiegare per far funzionare una periferica è troppo per essere considerato accettabile - sempre ammesso che l'utente ce la faccia a capire cosa deve fare.

L'affidabilità di un sistema Linux, una volta configurato a dovere, è leggendaria e inattaccabile, ma quando la nuova versione si insedia nello stesso computer, la sua affidabilità è messa spesso a repentaglio. Se un utente è entrato nel mondo Linux con Ubuntu 8.10 e si è trovato subito bene, potrebbe avere avuto dei problemi nel passaggio alla versione 9.04 e se anche li avesse risolti, dopo svariate sedute di configurazione - cominciando quindi a percepire l'affidabilità di Linux non più tanto indiscutibile - con il passaggio alla versione 9.10 potrebbe convincersi che Linux non è affidabile se ad ogni nuovo aggiornamento si deve cominciare tutto d'accapo.
Non ci si può trincerare dietro la frase scontata "Basta non fare l'avanzamento di versione!". Se vengono pubblicate nuove versioni, significa che ci sono delle migliorie e se ci sono delle migliorie, perchè non prenderne possesso?
Il fatto è che le migliorie presuppongono, quasi sempre, dei peggioramenti almeno iniziali e questo non è bello.

Io, che uso solo Linux sul desktop da quattro anni, non ho delle ricette che possano dargli una possibilità di essere considerato credibilmente un sistema desktop alternativo. Io lo uso, con entusiasmo e bene.
Penso che l'unica via da percorrere sia quella di rimanere con i piedi per terra, migliorare progressivamente, senza fanatismi o proclami di perfezione e prossima invasione del mondo informatico.
Credo che Linux debba rimanere quello che è, una scelta personale e basta, il mercato è un posto in cui Linux ha solo da rimetterci.

Linux è un bellissimo, interessantissimo progetto, colmo di libertà e condivisione, ma esclusivamente dedicato e utile a persone che vogliono scegliere. Scegliere se usare o meno Linux.
Peccato che il mercato dell'informatica desktop sia gestito dal denaro (come tutto il mercato) e il denaro - chi ha il denaro - ha solo due opportunità:
perderlo o incrementarne il quantitativo posseduto. La prima non è contemplata!

Nel cassetto dei desideri, mi piacerebbe vedere Canonical che completa la sua opera con computer prodotti da lei stessa (UbuntuBox), esteticamente belli, perfettamente funzionanti, innovativi nelle soluzioni ed usabili al massimo grado, magari anche costosi, ma in grado di fare la differenza, senza cercare di somigliare a qualcun altro. Non è affatto obbligatorio che Ubuntu funzioni ovunque. La compatibilità a 360 gradi non si raggiungerà mai, ma chi farà una certa scelta, sarà trattato come merita. Apple (ed i risultati del suo mercato) insegna!
Se tale progetto avrà successo, lo vedremo, ma per quanto tempo Canonical potrà procedere sul percorso intrapreso?

lunedì 23 novembre 2009

Niente GIMP nel prossimo Ubuntu!

Da Distrowatch Weekly News:

Per molti siti specializzati nell'offrire notizie al riguardo di Ubuntu, la notizia più importante della settimana passata è stata la prossima rimozione di GIMP dalla release predefinita:
"La decisione è stata presa e sembra definitivo che GIMP non sarà incluso in Ubuntu 9.10 di default. Le motivazioni dietro a ciò sono basate su alcuni fattori: gli utenti generici non lo usano; la sua interfaccia è troppo complessa; è una applicazioni per professionisti; gli utenti desktop volgiono solo modificare le foto e possono farlo con F-Spot; è una alternativa a Photoshop e Photoshop non è compreso di default in Windows; occupa spazio su disco."
Mentre alcune delle ragioni elencate appaiono molto flebili, non ci sono precisi indicazioni relative a se GIMP rimarrà una applicazione disponibile nei canali normali, in modo che chi vorrà usarlo possa facilmente installarlo.

A me sembra una decisione vergognosa e almeno offensiva.
Cosa vuol dire "Gli utenti generici non lo usano."?
Non lo usano ma ce l'hanno li. Dopo non potranno nemmeno usarlo.

Cosa significa "E' una applicazione per professionisti."?
Chi lo è lo usa, chi non lo usa lo rimuoverà per conto suo. Io lo uso spesso, ma faccio l'infermiere, che cacchio c'entra?

Ma la frase peggiore è: "è una alternativa a Photoshop e Photoshop non è compreso di default in Windows"
Ecchissenefregaaaa!
Se la gente vuole Windows, usi Windows. Ma che cacchio c'entra?

Insomma, da quello che avete potuto capire, sono molto incazzato per una decisione del genere.

Voi cosa ne pensate?

Guida utile di Eva a Ubuntu 9.10

Articolo originale

Benvenuti alla terza edizione della Guida utile di Eva a Ubuntu! Questa guida contiene molti suggerimenti per migliorare e personalizzare la nuova installazione di Ubuntu 9.10 "Karmic Koala". Ho utilizzato varie distribuzioni di Linux dal 1998, e Ubuntu fin dalla sua prima versione del 2004.
Nel corso degli ultimi cinque anni, ho accumulato una certa esperienza nella installazione e manutenzione di sistemi Ubuntu. Questa guida è stata intesa dapprima come mio punto di riferimento, ma ho poi pensato che potesse essere utile a tutti coloro che vogliono ottenere il meglio dalla propria Ubuntu box.

  1. Codec multimediali, supporto DVD e altro
  2. Utilizzare il Gnome Control Center
  3. Impostare Firefox e Thunderbird
  4. Installare software utili
  5. Software di sistema per l'amministrazione
  6. Come installare i font
  7. Maggiore supporto alle lingue
  8. Come forzare l'architettura dei pacchetti
  9. Come installare Virtualbox
  10. Monitor esterno con NVidia
  11. Problemi hardware specifico
  12. Tips & Tricks
  13. Varie
  14. Ubuntu branding
  15. Considerazioni finali

Nota: Tutti i comandi in rosso dovrebbero essere eseguiti in un terminale: Applicazioni → Accessori → Terminale
Non dovete necessariamente digitare i comandi! Basta copia/incollarli usando il mouse.


Continua -->

sabato 21 novembre 2009

Come ripristinare Grub In Ubuntu

Articolo originale

Se avete installato un dual boot di Windows o Mac OSX sulla vostra macchina Ubuntu, potreste accorgervi che il vostro bootloader Groob è stato cancellato e non potete avviare nessuno dei vostri sistemi. Se questo è il vostro caso, il solo modo di ripristinare Grub nel vostro sistema Ubuntu.
Ripristinare Grub è molto semplice. Tutto quello di cui avete bisogno e di un Live CD di Ubuntu (dovreste già averlo se avete installato Ubuntu).

Avviate il vostro live CD.
Nel desktop aprite il Terminale (Applicazioni → Accessori → Terminale) e digitate il seguente comando:
sudo grub
Questo lo trasformerà in modalità grub.
find /boot/grub/stage1
Ciò localizzerà la vostra partizione di boot. Se conoscete già questa collocazione, ignorate questo passaggio
root (hd0,0)
Sostituite (hd0,0) con il numero della vostra partizione di boot. Se il vostro Ubuntu è installato nella seconda partizione, allora cambiatelo a (hd0,1)
setup (hd0)
quit

Riavviate il vostro sistema. Dovreste ora essere in grado di accedere al bootloader Grub.

Adattare Grub 2 - Il modo semplice

Se state usando Linux, ci sono buone probabilità che la vostra distribuzione scelta usi Grub come bootloader predefinito. Grub ha servito bene per molti anni, ma comincia a mostrare i suoi anni. Come con tutti i software, non ci vuole molto prima che l'ultima-e-migliore diventi vecchia-e-decrepita. Le dotazioni si sono accumulate in Grub, senza stare troppo a pensare di sviluppare il programma di base. Alla fine ciò ha portato ad un mosaico disordinato che nessuno si preoccupava di mantenere. A questo punto è nato Grub2. E 'una completa riscrittura da zero, con una struttura completamente ridisegnata. Questo nuovo Grub ci offre potenti funzionalità come istruzioni condizionali (if / then, etc), aggiornamenti intelligenti e alcune migliorie notevoli alla grafica.

Ottenere Grub2

Attualmente, se si desidera utilizzare Grub2, la cosa migliore è quello di usare Ubuntu 9.10 (Karmic Koala). Se volete solo giocarci un po' e vedere che cosa può fare, senza rischiare il vostro sistema, io suggerirei di eseguirlo all'interno di una macchina virtuale, come descritto qui, ma naturalmente con Ubuntu 9.10.

menu.lst/grub.cfg

Se avete usato il Grub originale (ora chiamato legacy Grub), senza dubbio sapete tutto su menu.lst. Questo è il file in cui viene racchiuso praticamente tutto ciò che riguarda Grub. In Grub2, l'equivalente più vicino è grub.cfg, che si trova anch'esso in /boot/grub. Una delle differenze più importanti, tuttavia, è che non si dovrebbe modificare direttamente il file grub.cfg. Alcuni di voi potrebbero pensare "Ah! Ma è un avvertimento per n00bs!".
Bene, la ragione di questa regola non è perché gli sviluppatori non credono che voi siate abbastanza geek, ma perché il file viene generato automaticamente da Grub2 e sarà sovrascritto senza preavviso a causa di cose come gli aggiornamenti del kernel.

Ogni volta che il comando update-grub viene eseguito, Grub2 leggerà i suoi vari file di configurazione e userà il loro contenuto per generare grub.cfg. Questi file verranno trattati singolarmente più avanti.

/etc/default/grub

Molte delle opzioni di Grub che erano utilizzate in menu.lst, ora sono qui. Ciò comprende cose come se visualizzare o meno il menù di Grub, e per quanto tempo deve aspettare prima del timeout. In questo screenshot c'è la configurazione di default in Ubuntu 9.10, ed è impostato per nascondere il menù di Grub, disattivare la "modalità di recupero" dalle opzioni, e istruire il kernel per includere una schermata iniziale.


In questo modo, per forzare Grub 2 a mostrare il menu di avvio, basta solo tenere premuto il tasto Shift mentre Grub è in avvio.

/etc/grub.d/

Qui è dove le cose cominciano a differire veramente rispetto a legacy Grub. Mentre voi avreste inserito tutte le opzioni di avvio nel file menu.lst, Grub 2 ha un approccio molto diverso. La directory /etc/grub.d/ contiene singoli file, ognuno dei quali rappresenta una opzione per il menu di avvio. La seguente immagine mostra i file contenuti nella directory predefinita di installazione.

Mentre è certamente molto diversa da quella di legacy Grub, si può notare qualcosa di familiare in questa cartella. E'configurata in modo molto simile al sistema standard di avvio di Linux, SysV Init. Ognuno dei file mostrati è uno script di shell che viene eseguito in ordine. L'ordine è determinato dai numeri all'inizio di ogni file, quindi lo script in 00_header verrà sempre eseguito prima, per esempio, di 05_debian_theme.

/etc/grub.d/40_custom

Con tutta probabilità qui c'è il file che state cercando, se avete necessità di modificare il menu di avvio. Qui è possibile aggiungere voci personalizzate al menu. Poiché questo è l'ultimo dei file numerati nella directory grub.d (come spiegato nella sezione precedente), tutte le voci che inserirete in questo file apparirànno alla fine del menu di avvio. Per impostazione predefinita, il file 40_custom è per lo più vuoto. In questo esempio, ho aggiunto una nuova voce di menu.

Splash Images

Potete facilmente scaricare il Grub splash Pack 2 in Ubuntu con questo comando da Terminale:
sudo apt-get install grub2-splashimages
Quando è completato, tutte le immagini saranno memorizzate come file TGA in /usr/share/images/grub/.

Il file che specifica quale immagine splash sia da utilizzare per l'avvio, 05_debian_theme, è il file che abbiamo visto in precedenza.
Quindi per impostare la nostra nuova splash, dovremo aprire /etc/grub.d/05_debian_theme come root, in qualsiasi editor di testo di vostro gradimento. Trovate una linea simile a quella evidenziata nell'esempio qui sotto.

E cambiate il nome del file con qualsiasi immagine splash preferiate. Assicuratevi che il percorso punti alla directory /usr/share/images/grub/.
Alcune vecchie versioni sono di default in /usr/share/images/desktop-base/ e non è quello che vogliamo.

Applicare le modifiche

Come si è ricordato all'inizio di questa guida, il file grub.cfg viene generato automaticamente da altri file di configurazione che abbiamo analizzato.
Quando si sono apportate delle modifiche a questi file, dovrete dire a Grub di leggerli e produrre un nuovo file di configurazione. Per fare ciò, basta eseguire il seguente comando come root:
update-grub
Una volta completato, riavviate il computer (o macchina virtuale) per vederne i risultati. Non dimenticate di tenere premuto Shift durante il boot, se il vostro menu è ancora impostato su 'Nascosto'.

Installare Minitube in Ubuntu 9.10 (Karmic)

Articolo originale

Minitube è un client nativo per YouTube. Con esso potete vedere i video di YouTube in un modo tutto nuovo: digitate una parola chiave, Minitube vi offre i video in streaming. Minitube non richiede il Flash Player.

Minitube non clona la interfaccia web originale di YouTube, mira a creare una esperienza molto simile alla TV.

La versione attuale è la 0.8, rilasciata il 16 novembre 2009. Qui ci sono le principali modifiche:

  • Supporto video HD
  • Livello del volume ed il muto, rispristinato tra le sessioni
  • Nessuna icona nel menu su Linux
  • Traduzioni in croato, lituano, galiziano, unghere e francese

Installare Minitube in Ubuntu 9.10

  1. Aprite il terminale e digitate il seguente comando e premete INVIO
    sudo add-apt-repository ppa:neversfelde/ppa
  2. Ora dovete aggiornare la source list
    sudo apt-get update
  3. Installate Minitube usando il seguente comando
    sudo apt-get install minitube

Ubuntu-Inside

Il Sistema Operativo Linux