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sabato 1 marzo 2014

Distro Review - Calculate Linux Xfce 13.11

Premessa

Nella mia carriera linuxiana ho usato una sola distribuzione basata su Gentoo e l'ho fatto con molta soddisfazione, come ho descritto in questa recensione. Gentoo è una ottima base per sistemi generalmente molto efficienti e rapidi, ma non per tutte le distribuzioni basate su essa le cose vanno bene come lo è per Toorox. Nella mia breve esperienza con Calculate Linux Xfce 13.11 posso affermare che il sistema deve ancora crescere e perfezionarsi.
Credevo di portare a termine un mese di lavoro con esso, ma dopo circa dieci giorni, le cose non sono come voglio, o come mi aspetto da un sistema "per tutti" come Solyd X, recensito di recente.
Vi invito a seguirmi nella mia pur breve descrizione.

Scheda tecnica

  • Nome: Calculate Linux
  • Versione: 13.11
  • Tipologia: live/installabile
  • Orientamento: Desktop
  • Architettura: x86_64
  • Derivazione: Gentoo
  • Desktop environment: Xfce 4.10
  • Kernel: 3.10.19-calculate #1 SMP PREEMPT
  • Requisiti minimi di sistema: cpu mono-core a 1 GHz, 512 MB di RAM, ma consigliato 1 GB, scheda grafica che supporti una risoluzione di almeno 1024x768 pixel, lettore DVD e/o porte USB 2.
  • Ciclo di rilascio: Quando pronto
  • Metodo di aggiornamento: Emerge da terminale

domenica 23 febbraio 2014

Un mese con Solyd X

Premessa

Il mio mese di febbraio 2014 è trascorso rapidamente, almeno dal punto di vista informatico, e devo dire grazie ad una distribuzione Linux non proprio popolare, ma nemmeno sconosciuta. Sto parlando di Solyd X una distro eccellente che ho usato con grande fiducia, divertimento e piacere.
È una distribuzione ottimizzata, molto ben ottimizzata per un uso facile, affidabile e questo è dovuto alla sua anima, Debian Testing, che consente di avere un sistema efficiente, stabile e all'avanguardia. Delle due versioni disponibili ho scelto quella vestita di Xfce principalmente perché KDE non riesco ad usarlo con piacere. Come vedrete comunque, anche nella versione con Xfce c'è un po' di gusto KDE.
Vediamo questo gioiello nel dettaglio.

Scheda tecnica

  • Nome: Solyd X
  • Versione: 201401
  • Tipologia: live/installabile
  • Orientamento: Desktop
  • Architettura: x86_64
  • Derivazione: Debian Testing
  • Desktop environment: Xfce 4.10
  • Kernel: 3.11.10-1
  • Requisiti minimi di sistema: Processore x86_64 a 1 GHz, 512 MB di RAM (preferibilmente 1 GB), Scheda grafica in grado di supportare una risoluzione di 800x600, scheda audio integrata, presa USB o lettore DVD per la installazione
  • Ciclo di rilascio: Quando pronta
  • Metodo di aggiornamento: Updater grafico, Synaptic o APT da terminale

domenica 26 gennaio 2014

Un mese con Kororaa 19 MATE

Premessa

Alcuni mesi fa ho scritto una recensione della versione 16 di Korora, quando ancora si chiamava Kororaa. In quell'occasione ho concluso che si trattasse di una distribuzione di grande amichevolezza e indicata per tutti gli utenti, dal principiante al geek.
Oggi, dopo aver usato la versione 19 per un mese continuato, posso dire che la distribuzione è ulteriormente migliorata, raggiungendo dei livelli prossimi alla perfezione.
Il progettista ed i suoi collaboratori hanno creato un prodotto di alto livello ed hanno ampliato le versioni disponibili. Al tempo della versione 16 erano disponibili due soli ambienti desktop (KDE e Gnome), oggi ne sono disponibili ben 5 (KDE, Gnome, Xfce, MATE e Cinnamon). Io ho scelto la versione con MATE, un po' per la mia predilezione per il desktop con due pannelli ed un po' per i bassi consumi che contraddistinguono questo ambiente desktop.
Vi invito a vedere con me le caratteristiche di questo gioiello dell'open source.

Scheda tecnica

  • Nome: Korora
  • Versione: 19
  • Tipologia: live/installabile
  • Orientamento: Desktop
  • Architettura: x86_64
  • Derivazione: Fedora 19
  • Desktop environment: MATE
  • Kernel: 3.12.6-200.fc19.x86_64
  • Requisiti minimi di sistema: Processore i686, o x86_64, 512 MB di RAM (raccomandati almeno 1 GB), 6 GB di spazio disco per la installazione, Scheda Grafica con o senza accelerazione, che supporti una risoluzione di almeno 1024x768 px, lettore DVD o porta USB
  • Ciclo di rilascio: Generalmente segue i rilasci di Fedora e viene rilasciata circa un mese dopo il rilascio di Fedora
  • Metodo di aggiornamento: Attraverso il terminale o attraverso il gestore dei pacchetti Yum Extender

domenica 19 gennaio 2014

Live Review - Linux Lite 1.0.8

Premessa

Linux Lite è una distribuzione di recente comparsa nel mondo dell'open source ed è dichiaratamente una distribuzione per computer leggermente datati. Dal momento che molti sono gli utenti alla ricerca di un sistemino che permetta loro di ridare una nuova gioventù ad un loro vecchio computer, mi sono preso la briga di vedere come sia questa distribuzione.
Seguitemi e scopriamo insieme alcune delle sue qualità.

Scheda tecnica

  • Nome: Linux Lite
  • Versione: 1.0.8
  • Tipologia: live/installabile
  • Orientamento: Desktop
  • Architettura: x86_64
  • Derivazione: Ubuntu 12.04.3 LTS
  • Desktop environment: Xfce
  • Kernel: Linux 3.8.9-34-generic
  • Requisiti minimi di sistema: Processore i686, 512 MB di RAM (ideali almeno 1024 MB), scheda video che supporti una risoluzione di almeno 800x600 px, lettore CD o porta USB
  • Ciclo di rilascio: Quando pronta la nuova versione
  • Metodo di aggiornamento: APT, Synaptic, System Updater da terminale

lunedì 6 gennaio 2014

Distro Review - ZorinOS 7 Live

Premessa

Tra le derivate di Ubuntu si è distinta una distribuzione particolarmente indicata ai novizi, ovvero a coloro che volendo tentare di usare Linux, vogliono compiere il transito nel modo meno doloroso e più confortevole possibile. Gli autori di questa distro hanno pensato che offrire una interfaccia simile a quella posseduta da Windows® fosse un buon modo per accogliere nuovi utenti.
Sinceramente non mi interessa molto di sapere quale sia la faccia di Windows®, ma volevo vedere come è fatta questa distribuzione che non solo ha un seguito di utenti e appassionati, ma che è riuscita a creare un mercato di computer con ZorinOS preinstallato, il che indica quanto sia forte la voglia di emergere nel complicato universo delle distribuzioni Linux.
Vediamo quindi di cosa sto parlando.

Scheda tecnica

  • Nome: ZorinOS
  • Versione: 7
  • Tipologia: live/installabile
  • Orientamento: Desktop
  • Architettura: x86-64
  • Derivazione: Ubuntu 13.10
  • Desktop environment: Gnome 3
  • Kernel: 3.8.0-31
  • Requisiti minimi di sistema: Processore a 64-Bit, almeno 1 GB di RAM, ma 2 sono meglio, scheda grafica con accelerazione e almeno 512 MB di memoria dedicata, lettore DVD o porta USB
  • Ciclo di rilascio: Quando pronta e comunque relativo ai rilasci di Ubuntu
  • Metodo di aggiornamento: Attraverso Software Updater, o attraverso il Terminale con APT

venerdì 27 dicembre 2013

Un mese con Ubuntu Gnome 13.10

Premessa

Inizio questa mia recensione con una confessione.
Io mi sono macchiato di pregiudizio su Gnome 3, considerandolo un pessimo DE, basandomi su una esperienza avuta qualche tempo fa, che mi aveva molto deluso. Ciò è bastato per portarmi a considerare Gnome 3 un pessimo prodotto.
Ebbene devo rimangiarmi tutto e con gli interessi.
Ubuntu Gnome 13.10, tema di questa recensione, non solo è un buon prodotto, ma decisamente un prodotto per tutti gli utenti Linux, esperti e non, ma voglio invitarvi a proseguire nella lettura di questa mia mensile esperienza.

Scheda tecnica

  • Nome: Ubuntu GNOME
  • Versione: 13.10
  • Tipologia: live/installabile
  • Orientamento: Desktop
  • Architettura: x86-64
  • Derivazione: Debian e Ubuntu
  • Desktop environment: Gnome 3.8
  • Kernel: 3.12.6
  • Requisiti minimi di sistema: 1 GB di RAM o superiore, Processore i686 o x86-64, Scheda Grafica con accelerazione, una porta USB od un lettore DVD per la installazione e la sessione Live, 10 GB di spazio libero su disco
  • Ciclo di rilascio: Segue i rilasci di Ubuntu
  • Metodo di aggiornamento: System Updater, APT

giovedì 12 dicembre 2013

10 anni senza Windows

Oggi, 12 dicembre 2013, ricorre il decimo anniversario del mio definitivo abbandono di Windows® di Microsoft™.
Quel giorno ero in compagnia del mio iBook G3, "il Conchiglione", acquistato usato il giorno prima. Mi sono reso conto che non solo stavo bene con quella macchina, ma che non avevo più bisogno di accendere il PC con Windows® che, a quell'epoca era equipaggiato con XP SP 1.
Da quel giorno io non ho più usato Windows® se non al lavoro e solo perché costretto.

Per quello che faccio io con il computer ancora oggi (internet, scrivere, ascoltare musica, vedere film, fare grafica spicciola, progettare contenuti per il web, modificare tracce audio e poco altro) Windows® funzionava bene, però ho scoperto che c'era un altro modo più efficiente ed efficace di farlo e valeva la pena di essere impiegato.
Windows® era sostanzialmente inaffidabile, perennemente costellato di piccoli inciampi e finestre di errore. Era comicamente in grado di fare cose grottesche (come scrivere "L'applicazione si è chiusa inaspettatamente!" dopo che ciò era avvenuto; come se l'utente fosse così scemo da non rendersene conto) ed era sempre a caccia di nemici, intrusi, minacce, parolacce e streghe malefiche. Impiegava risorse per cose mai del tutto chiare e aggiornava se stesso in modo sibillino e mai palese. Insomma si faceva i cazzi suoi all'insaputa ed a dispetto di me.
Era anche l'epoca in cui si parlava di Palladium, dei DRM, delle backdoors e di tutto quello che faceva hide-computing.
Mio fratello, felice utente di MacOS fin dal 1998, non si capacitava delle ragioni per le quali io continuassi ad usare Windows®.
Così ho deciso di provare cosa volesse dire uscire dalla bolla incantata di Windows®. Si trattava di una decisione per nulla facile, che richiedeva un certo impegno, in quanto all'epoca (2003) si parlava pochissimo di Mac e mai di Linux. Questo silenzio omertoso convinceva le persone del fatto che Windows® fosse l'unica opportunità per usare il computer. Credo che per molta gente oggi, sia ancora così.
Usare altro era ed è, in sintesi, un salto nel buio.

Quando mi trovai di fronte al MacOs 9.1 fui spinto da una curiosità potente. Sebbene lo schermo del conchiglione fosse un 800x600 pixel, l'ampiezza delle prospettive che mi si paravano davanti, andava ben oltre i limiti dello schermo. Era come se mi fossero stati aperti i cancelli che mi rinchiudevano nel cortile di Bill Gates. E così dal 9.1 sono passato al MacOS X 10.3.4 fino a che ho conosciuto Linux ed è stato amore per sempre, fino ad oggi.
Dal novembre del 2005, ovvero dalla uscita di Ubuntu 5.10 "Breezy Badger", sono un utente Linux e credo che continuerò ad esserlo fino a che sarò capace di pensiero coordinato.
Io non ho mai conosciuto XP nei suoi anni migliori, non ho mai visto od usato Vista, mai osservato il 7 e conosco di sfuggita 8 perché la mia compagna ha acquistato un computer nuovo da pochi giorni e suo figlio vuole usare Windows® perché a scuola hanno quello (a proposito di Windows® 8 devo dire che si tratta di un sistema con una interfaccia utente a dir poco oscenamente inutile e inefficace, persino dannosa per l'equilibrio emozionale di qualsiasi utente).
Sono contento ed orgoglioso della mia ignoranza al riguardo dei prodotti Microsoft™ usciti dal 2004 ad oggi.

Impiegando altro ho potuto usare un sistema operativo del 2010 su un computer di 10 (dieci) anni prima, cosa che MAI mi sarebbe stato possibile fare con Vista sullo stesso PC.
Usando altro ho scoperto l'affidabilità, la sicurezza, l'efficacia nell'uso del PC e questo è, per me, l'unica cosa che conta davvero.
Dopo i miei primi 10 anni senza Windows® non mi interessa sapere se oggi funziona bene, benino o male; è un dato per il quale non provo il minimo interesse, perché ritengo che Microsoft™, con una qualsiasi versione del suo Windows®, non possa offrirmi nulla di più o di meglio di ciò che Linux mi sta' dando con così tanta generosità.

Spesso chi passa a Linux od a Mac tende a schierarsi contro Windows®, storpiandone il nome, denigrandolo ad ogni occasione o creando occasioni per dileggiarlo. Io stesso ho vestito i panni del crociato anti-Windows, ma devo proprio dire che, raggiunta la pace informatica dei sensi, non è servito e non serve a nulla.
Usare Windows® non è un peccato od una colpa. Può al limite risultare difficile, problematico, talvolta pericoloso (per la propria privacy), ma non è un modo minore di usare il PC.
A chi, tra i miei lettori, ancora usa Windows® voglio solo dire che una alternativa c'è e attende solo di essere usata.

sabato 30 novembre 2013

Due settimane con PearOS 8

Premessa

*Tra le tante distribuzioni Linux disponibili per l'uso desktop, ce n'è una che scimmiotta in modo molto fedele, l'interfaccia del Mac. Non solo imita l'aspetto del noto sistema operativo di Apple, ma fa il verso alla stessa compagnia fondata dal compianto (?) Steve Jobs. Questa distro si chiama PearOS e devo ammettere che la prima volta in cui lessi le caratteristiche e ne vidi l'interfaccia, pensai: "Che cazzata!". Per di più il simbolo della pera morsicata, sembrava veramente una presa in giro per chi aveva intenzione di perderci del tempo.
Poi un mese fa con l'uscita della versione 8, guardando la cura con cui hanno prodotto il sito, le iniziative che gli sviluppatori portano avanti e tenendo conto della delusione Ubuntu, ho deciso di vedere effettivamente come sia questo prodotto francese.
Seguitemi.

Scheda tecnica

  • Nome: PearOS
  • Versione: 8
  • Tipologia: live/installabile
  • Orientamento: Desktop
  • Architettura: x86-64
  • Derivazione: Ubuntu/Debian
  • Desktop environment: Gnome 3
  • Kernel: Linux 3.8
  • Requisiti minimi di sistema: 700 MHz di processor (32 o 64 bit), 512 MB di RAM, 8 GB di spazio su HD (o di memoria USB, o di memory card), scheda VGA capace di una risoluzione di 1024×768, lettore CD/DVD o una porta USB per installare od avviare la sessione Live
  • Ciclo di rilascio: Quando pronta
  • Metodo di aggiornamento: Update Manager, Synaptic, APT

mercoledì 13 novembre 2013

Un mese con Ubuntu 13.10

Premessa

Sono molti, molti mesi ormai che non offro ai miei lettori una recensione di una distribuzione Linux.
L'arrivo di Debian 7.0 con Xfce sembrava aver rimosso in me la voglia di vedere, nei giardini dei vicini, se l'erba fosse più verde che nel mio. Ebbene la voglia di vedere come vanno le cose a casa d'altri, sembra in qualche modo ritornata, anche se devo ammettere di aver dedicato quasi tutto il mio tempo a fare altro (come potete vedere qui).
Ubuntu 13.10 è la prima distribuzione Linux che cerco di analizzare dopo il lungo silenzio.
Perché Ubuntu, che ho recensito solo un paio di volte?
Perché Ubuntu era sempre stato per me un riferimento e credevo, a torto, che fosse al di sopra della valutazione; che fosse un esempio per tutto il resto. Ora so che non è così.
Le mie fugaci esperienze con Ubuntu 12.10 e 13.04 erano state più che deludenti ed anche la lunga esperienza con la versione 12.04 LTS non brillava per soddisfazione piena. Ero giunto a considerare Ubuntu come un sistema perso, o almeno un sistema da riconsiderare in un futuro nemmeno tanto vicino. La versione 13.10 mi è sembrata quella che meritasse qualche attenzione.
Vi invito a leggere quanto segue, che poi è il resoconto della mia esperienza, che vuol dire l'esperienza di un utente normale, non particolarmente dotato.

domenica 20 ottobre 2013

Ubuntu 13.10 - Perplessità

Io sono ormai un felice utente Debian da quando è uscita la versione stabile 7.
Ho lasciato il mondo della sperimentazione Linux per seguire altri temi e faccio un uso tranquillo del sistema, senza buttarmi in prove, test od altre osservazioni come facevo un anno fa. Uso Linux per produrre delle cose e non più per vedere come funziona e cosa può fare.
Tuttavia ci sono delle distribuzioni che destano ancora il mio interesse e verso le quali mi sento ancora curioso e portato a vedere come sono. Tra queste c'è Ubuntu e Kororaa, ma per il momento è solo del primo che voglio parlare.
Ho scaricato Ubuntu 13.10 x86-64 "stabile" il 17 ottobre scorso, ovvero il giorno stesso del rilascio ufficiale ed ho masterizzato l'immagine ISO su un DVD alla velocità minima consentita dal masterizzatore.
Ho avviato la sessione Live per vedere soprattutto i miglioramenti che sono avvenuti dalla mia ultima, fugace e deludente esperienza con la 12.10.
Devo dire che il sistema ha riconosciuto tutto l'hardware (con queste caratteristiche) e lo ha configurato bene. I driver open per la mia scheda grafica hanno funzionato bene e il desktop sembrava fluido e responsivo. In base a queste premesse ho deciso di installarlo e l'operazione, del tutto indolore e affrontabile anche da un bambino delle elementari, è andata a buon fine nel giro di 20 minuti, senza però scaricare aggiornamenti o installare software di terze parti.
Al riavvio sono subito capitati due crash di sistema, uno nel momento in cui ho lanciato il Centro di Controllo ed uno durante l'avvio del desktop alla seconda ripartenza.
Beh, non male!
Alla terza ripartenza ho scaricato i pacchetti per la localizzazione in italiano, più altro software che uso normalmente (Bluefish, VLC, Tidy, gFTP ed altro).
Terzo crash nel momento in cui ho lanciato Firefox.

Dopo il terzo riavvio alla porcodio, il sistema è sembrato di buona qualità e l'avvio dei programmi era di una certa lentezza. Questa lentezza era invece imbarazzante e irritante a carico della Dash. L'effetto di apertura è tutt'altro che fluido e l'effetto fotogramma è evidente. Ho pensato che forse i driver nouveau non fossero adeguati e/o sufficienti.
Ho quindi riavviato la connessione (con internet key Huawey e169) e installato i driver nvidia 304, attraverso l'apposito strumento nascosto tra le maglie del gestore delle sorgenti del software (ma io mi domando e dico: "Il buon vecchio Jockey non andava bene?").
Fatto ciò ho riavviato il sistema, con molte speranze di vedere un desktop dagli effetti al fulmicotone, ma la delusione era dietro l'angolo. Nessun miglioramento. La Dash ha un Parkinson cronico particolarmente fastidioso ed il mostrare le icone di programmi e documenti al suo interno, si caratterizza per una lentezza che fa girare i coglioni.
Anche gli altri effetti grafici, come lo strumento per passare da una applicazione all'altra con l'uso dei tasti Alt+Tab o l'elenco delle scorciatoie da tastiera, mostrano un tentennamento fastidioso.
Ho voluto sorvolare su questo aspetto perché ho creduto che il mio hardware fosse non più recente e quindi un po' stanco (Packard Bell iMedia del 2008) per certe sciccherie.
Sono passato ad un uso "normale" del sistema che, nel mio caso, significa ascoltare musica, vedere film, scrivere, navigare, fare piccolissimi lavori grafici, modificare testi e tracce audio.
Ho chiesto a Rhythmbox di gestire la mia raccolta musicale di 5500 brani, ma solo per indicizzarla ci sono voluti 20 minuti, cosa che non mi è capitata mai con nessun altro sistema e con nessun altro player musicale. Persino con lo stesso RB in altri sistemi non è capitata una cosa così. Comunque alla fine ha fatto quanto richiesto, salvo crashare nuovamente il sistema al momento dell'avvio della riproduzione di un brano a caso.
Tralascio gli osanna e i salmi gloriosi da me pronunciati per il quinto riavvio alla boiadio.
Da quel momento Ubuntu non è più collassato, ma ha sempre mostrato un grande affanno e la cosa che mi fa incazzare più di ogni altra cosa.
Nel momento in cui sto' scrivendo questo articolo, sono in azione Audacity che riproduce una mia compilation di Vasco Rossi fatta tagliando e adattando varie tracce, e Bluefish con cui sto' scrivendo queste righe. Niente altro.
Avviando il Monitor di sistema la situazione è questa:
  • CPU1 48%
  • CPU2 37%
  • RAM 1 GB (38% di quella disponibile)
  • Swap 256 KB (di 6.1 GB)
Ci sono in sleeping 181 processi che occupano RAM!!!

Vediamo quindi la RAM consumata dai programmi in azione:
  • Xorg si accaparra 295.6 MB di RAM e 8% di CPU
  • Compiz si prende 253 MB di RAM ed il 20% della CPU
  • Bluefish vuole 62 MB di RAM ed il 7% della CPU
  • Audacity vuole 29.4 MB di RAM ed il 6% della CPU
  • Il monitor di sistema vuole 11.1 MB di RAM e il 5% di CPU
Traspare un consumo gigantesco di risorse. Un consumo intollerabile, ingiustificato.
Stiamo scherzando o cosa?
Quanto sotto riportato è il risultato parziale dell'output del comando "top" impartito da terminale e che da un elenco dei processi in esecuzione e in sleeping.
 1870 borgio3   20   0 1918m 299m  55m R  29,9 10,9  30:11.03 compiz  
 1096 root      20   0  593m 295m  30m S  19,9 10,7  20:47.95Xorg                 
15509 borgio3   20   0  877m  48m  23m S  15,3  1,8   2:27.57 audacity   
 1780 borgio3    9 -11  423m 7676 5036 S   4,3  0,3   7:14.08 pulseaudio  
15631 borgio3   20   0  650m  20m  13m S   2,7  0,7   0:01.13 gnome-terminal
15616 root      20   0     0    0    0 S   0,3  0,0   0:01.28 kworker/0:0 
15624 root      20   0     0    0    0 S   0,3  0,0   0:00.34 kworker/1:1
15705 borgio3   20   0 24824 1580 1116 R   0,3  0,1   0:00.14 top     
    1 root      20   0 27084 2820 1416 S   0,0  0,1   0:01.78 init   
    2 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.01 kthreadd  
    3 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:05.72 ksoftirqd/0 
    5 root       0 -20     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 kworker/0:0H 
    7 root      rt   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:05.88 migration/0 
    8 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 rcu_bh  
    9 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 rcuob/0  
   10 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 rcuob/1  
   11 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 rcuob/2   
   12 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 rcuob/3  
   13 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:21.40 rcu_sched 
   14 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:08.91 rcuos/0  
   15 root      20   0     0    0    0 R   0,0  0,0   0:08.63 rcuos/1 
   16 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 rcuos/2   
   17 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 rcuos/3    
   18 root      rt   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.27 watchdog/0    
   19 root      rt   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.10 watchdog/1     
   20 root      rt   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:08.39 migration/1     
   21 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.60 ksoftirqd/1    
   23 root       0 -20     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 kworker/1:0H    
   24 root       0 -20     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 khelper       
   25 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 kdevtmpfs    
   26 root       0 -20     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 netns      
   27 root       0 -20     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 writeback   
   28 root       0 -20     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 kintegrityd 
   29 root       0 -20     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 bioset 
Ora mi chiedo, dopo soli tre giorni di uso del sistema, cosa può capitare se avvio in contemporanea i miei soliti 4 o 5 programmi che uso quotidianamente. Possibile che ci voglia circa il 50% della RAM disponibile (3 GB) per fare cose normali su un computer normale?
Si, evidentemente con Ubuntu è richiesto tutto questo.
Come son cambiate le cose! Quando acquistai questo PC era l'estate del 2008 ed era appena uscita la mitica 8.04 che funzionava su computer con 512 MB di RAM. 5 anni dopo ce ne vogliono almeno il triplo.
Userò Ubuntu per un mese, per vedere il suo comportamento nell'uso quotidiano. Spero di non rimanere troppo disgustato.