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domenica 24 marzo 2013

Un mese con XLMD

Dopo aver scritto una breve recensione della Distribuzione GNU/Linux sviluppata dagli amici di Xfce-Italia, mi trovo ora a raccontare il mio mese vissuto insieme a quella che ho già definito una distribuzione di riferimento.
Perché dico "di riferimento"?
Ci sono, oggi, tante distribuzioni Linux per il desktop. Sono tutte molto conosciute, a partire da Ubuntu, per proseguire con Linux Mint e poi Fedora e poi openSUSE. La maggior parte di quelle conosciute cercano di rendere la vita facile all'utente, facendogli trovare un buon installer, una ottima scelta di software, facilitazioni ed altro che renda l'esperienza d'uso, la più lineare possibile.
Tutte hanno un difetto particolare, qualcuno ha deciso quello di cui l'utente ha bisogno. Non si tratta di scelte condivise, o estrapolate da una indagine su vasta scala. Per lo più sono scelte ben ponderate, quasi sempre adatte ad un uso generico del sistema e tutto sommato il loro successo è dovuto proprio a questo.

Ci sono distribuzioni desktop tipicamente dedicate a utenti con i controcoglioni; utenti in grado di mangiarsi i programmatori Microsoft™ a pranzo e a cena, ma sono distribuzioni per i popolari "quattro gatti" (anche se per Arch i gatti sono molti di più). Tutto deve essere fatto con cognizione di causa, le lauree devono abbondare e il Terminale è l'unico amico che si possa avere nel Sistema Solare.

Poi ci sono distribuzioni che si trovano tra le prime e le seconde di cui sopra. Sono generalmente prodotti amatoriali, ben fatti e in cui vige un comandamento particolare: "Lasciare all'utente la scelta di quello che vuole."
Sono distro di facile gestione, ma in buona sostanza chi l'ha prodotta cerca di educare l'utente senza farlo impazzire. Io le chiamo le "distro IKEA". Il mobile non è fatto come l'ha voluto il progettista, ne è richiesto all'utente di andarsi a tagliare l'albero, andare in falegnameria e intagliarsi le varie componenti del mobile.
La tipica distro IKEA offre dei moduli che l'utente dispone come più gli pare. Fantastico!
XLMD è una distro IKEA e si adatta a qualsiasi appartamento, dal monoloculo, al monolocale, al loft, alla villa, al capannone industriale e via discorrendo.

Ho installato XLMD il 25 febbraio 2013 e, impiegando gli strumenti messi a punto dagli sviluppatori, ho costruito il mio mobile nel computer con quello che in realtà mi serviva. Che vantaggio ho avuto?
Semplice, venti minuti dopo l'installazione avevo il sistema ritagliato esattamente sulle mie misure d'impiego.
Da quel giorno non ho avuto alcun crash di sistema, ma nemmeno uno di applicazione. Tutto ha funzionato alla grandissima, sia nell'uso quotidiano, che nella personalizzazione.
La mia maledetta stampante ha funzionato bene e con relativa facilità, usando i drivers scaricati dal sito ufficiale di Lexmark.
Anche il masterizzatore esterno ha iniziato a funzionare regolarmente, ma non sono mai riuscito a vedere un solo DVD per ragioni che non ho indagato.
Ho constatato la efficacia della sospensione, il che mi ha riportato ai fantastici due anni in cui sono stato utente di Mac.
I consumi delle risorse si sono sempre mantenuti molto bassi, ad eccezione che nell'uso di Opera browser che, occorre ammettere, è una vera idrovora di RAM. Per risolvere ho scoperto la bellezza e l'efficienza di Iceape (un browser web).

Cosa non ha funzionato?
A parte il non riuscire a vedere i DVD con il masterizzatore esterno della Samsung, VirtualBox non ha potuto funzionare perché non aveva il supporto al kernel a 64Bit.
Per una ragione sconosciuta (almeno a me), la partizione di swap non è stata riconosciuta, ma questo non ha intaccato il buon uso del sistema.

Conclusioni
XLMD è un signor sistema che mi sento di consigliare a tutti, anche se un novizio totale potrebbe avere qualche dubbio su cosa installare. Gli strumenti e le facilitazioni incluse nel sistema sono molto efficaci e amichevoli e credo che anche un cretino ipofisario possa giungere ad avere quella che potrebbe essere definita "Distro per la vita".
Che altro dire? Grazie Pedro, grazie Elias, grazie KernelPanic e grazie a tutti quelli che hanno partecipato al progetto.

2 commenti:

Anonimo ha detto...


hai buttano un mese della tua vita a settare e cercare dipendenze, i driver scaricati e compilati tutti/tutti a manella, sai che cojoni, "bravo", ma se vuoi stupire, cambia distro. P.S. per il 99% del mondo sei un minchine, l'altro 1%, usa Ubuntu, Opensuse, LInux Mint, Fedora, di quella brodaglia primordiale di debian e dei loro complessate ideologie non gli interessa un cazzo a nessuno

Giorgio Beltrammi ha detto...

Grazie della tua partecipazione :-)